Esempio di Certificato di ispezione 3.1 secondo norma EN 10204 per tubi in acciaio inox

Il Passaporto dell’Acciaio: Guida pratica alla lettura di un Certificato 3.1 (EN 10204)

Immaginate di acquistare un’auto senza libretto di circolazione. Impossibile, vero? Nel mondo dell’acciaio inox, il certificato 3.1 è esattamente questo: il libretto, la carta d’identità, o meglio, il Passaporto del materiale che state portando in officina. Spesso archiviato frettolosamente, questo documento racconta la storia chimica e meccanica del lotto che avete acquistato. Saperlo leggere non è burocrazia: è la vostra garanzia contro rotture, ruggine anomala e contestazioni dei vostri clienti finali

Che cos’è la norma EN 10204?

Prima di entrare nel dettaglio dei numeri, è essenziale capire le regole del gioco. La UNI EN 10204 (“Prodotti metallici – Tipi di documenti di controllo”) è lo standard europeo che stabilisce come un produttore deve certificare i materiali forniti al cliente.

Non è una norma che riguarda la produzione (come la EN 10217 per i tubi), ma la comunicazione. Definisce cioè quale “livello di fiducia” accompagna il prodotto. La norma prevede diversi tipi di documenti, ma nel commercio quotidiano dell’acciaio inox i due protagonisti assoluti sono il tipo 2.2 e il tipo 3.1. Capire la differenza tra loro è l’unica difesa contro acquisti incauti.

Il Grande Equivoco: 2.2 vs 3.1

  • Certificato 2.2 (Rapporto di Prova): È una dichiarazione di conformità basata su controlli non specifici. I valori riportati sono spesso statistici o riferiti a controlli di routine fatti dal produttore, ma non necessariamente su quel fascio di tubi che avete ricevuto. È una promessa generica: “Produciamo secondo lo standard”.
  • Certificato 3.1 (Certificato di Ispezione): Qui cambia tutto. È una dichiarazione basata su controlli specifici. I test chimici e meccanici sono stati eseguiti proprio sul lotto (colata) che avete in mano.
    • IMPORTANTE: Deve essere validato da un rappresentante autorizzato del produttore, gerarchicamente indipendente dalla produzione. Chi controlla non è chi ha prodotto: garanzia di imparzialità.

Anatomia di un Certificato 3.1

A. I Dati Obbligatori (Senza questi, non è un 3.1)

Per essere conforme alla norma EN 10204, il documento deve contenere tassativamente:

  1. Produttore e Cliente: Chi ha fatto il materiale e a chi è stato venduto (o il distributore come Inoxtubi).
  2. Identificazione del Prodotto: Tipo (es. Tubo saldato), Grado (es. AISI 316L / 1.4404), Dimensioni.
  3. Il Numero di Colata (Heat Number): È il cuore della tracciabilità. Questo codice alfanumerico deve trovarsi sul certificato E stampigliato fisicamente sul tubo/lamiera. Se non coincidono, il certificato è carta straccia.
  4. Analisi Chimica (Chemical Composition): Le percentuali reali degli elementi rilevate in siviera o sul prodotto.
    • Tip: Verificate sempre il Carbonio (C) per i gradi “L” e il Molibdeno (Mo) per il 316.
  5. Prove Meccaniche (Mechanical Properties):
    • Rm (Tensile Strength): A quanto resiste prima di rompersi.
    • Rp0.2 o Rp1.0 (Yield Strength): Il limite di snervamento. Fondamentale per chi deve piegare o calandrare: indica quando l’acciaio smette di essere elastico e si deforma permanentemente.
    • A% (Elongation): Quanto si allunga prima di rompersi (indice di duttilità).
  6. Dichiarazione di conformità: La frase “Materiale conforme all’ordine e alla norma X”.

B. I Dati Complementari (Facoltativi o legati alla norma di prodotto)

Spesso presenti sui certificati Inoxtubi (es. per tubi EN 10217-7 o EN 10357):

  • Durezza (Hardness): Solitamente espressa in HB (Brinell) o HRB (Rockwell). Utile per lavorazioni meccaniche di precisione.
  • Resilienza (Impact Test – KV): La capacità di resistere agli urti, spesso richiesta a basse temperature (-196°C o -46°C) per impieghi criogenici o pressure (PED).
  • Stato di fornitura: Indica se il materiale è stato ricotto (Solution Annealed), decapato, lucidato.
  • Test di Corrosione: Come il test intergranulare (secondo EN ISO 3651-2) per garantire che la struttura cristallina sia perfetta.
  • Controlli Non Distruttivi (NDT): Es. Eddy Current (Correnti indotte) per verificare la tenuta della saldatura sul 100% dei tubi.

Tabella Rapida: Quale certificato per quale settore?

Per chiudere con utilità pratica, ecco una guida rapida su cosa richiedere in fase d’ordine a Inoxtubi, in base all’applicazione finale.

Settore / ApplicazioneCertificato Minimo ConsigliatoNote Importanti
Carpenteria Leggera / Arredo2.2Solitamente sufficiente se non ci sono calcoli strutturali critici.
Strutturale (Edilizia)3.1 + DOP (CE)Obbligatorio per la norma EN 1090. Serve la tracciabilità totale.
Impianti a Pressione (PED)3.1 specificoPer la Direttiva 2014/68/EU. Verificare che i valori di resilienza/snervamento soddisfino i requisiti di progetto bfbgroup​.
Alimentare / MOCA3.1 + Dichiarazione MOCAIl 3.1 garantisce la chimica (es. niente elementi proibiti), la Dichiarazione MOCA (Reg. 1935/2004) garantisce l’idoneità al contatto inoxtubi​REG_CE 1935_2004.pdf​.
Navale / Oil & Gas3.2Richiede la validazione di un ente terzo (es. DNV, Lloyd’s, RINA) oltre al produttore. Da specificare prima dell’ordine ntia​.

In Inoxtubi non vi forniamo solo l’acciaio: vi forniamo la certezza della sua storia. Ogni tubo, lamiera o barra che esce dal nostro magazzino di Limena è accompagnato dalla documentazione corretta, perché sappiamo che la vostra qualità inizia dalla nostra. Avete un dubbio su un certificato o una specifica MOCA? Il nostro ufficio tecnico è a vostra disposizione.