Certificato MTC in primo piano con penna che indica il campo Country of Melt per l’origine dell’acciaio.

Made in UE o no? Facciamo chiarezza su “Lavorazioni Minime” e “Melt & Pour”

Gira spesso una voce tra gli addetti ai lavori: “Se il materiale estero viene lavorato anche poco in Europa, allora diventa europeo“.
È una convinzione pericolosa. In un mercato globale sempre più complesso, tra dazi e sanzioni, affidarsi a mezze verità può costare caro. Oggi facciamo chiarezza su cosa conferisce davvero l’origine all’acciaio e perché il concetto di “Melt & Pour” sta cambiando le regole del gioco.

1. Il mito della “Lavorazione Minima”

Partiamo subito col dire che la dogana non fa sconti: una lavorazione minima non basta mai a conferire l’origine europea.
Attività come il semplice assemblaggio, la verniciatura, il taglio o il cambio di imballaggio sono considerate “insufficienti”. Per l’Unione Europea, un prodotto cambia nazionalità solo se subisce una Trasformazione Sostanziale, ovvero un processo che ne modifica irreversibilmente le caratteristiche o che crea un prodotto tecnicamente nuovo (a volte anche segnalato da un cambio di codice doganale).

Esempio pratico: la lamiera cinese tagliata in Italia

Immaginiamo questo caso reale:

  • una lamiera in acciaio inox prodotta in Cina;
  • la lamiera arriva in Italia e viene semplicemente tagliata a misura per ottenere piatti cesoiati;
  • il codice doganale del prodotto finito diventa diverso rispetto a quello della lamiera di partenza.

A prima vista qualcuno potrebbe pensare:
“Il codice doganale è cambiato, quindi il prodotto ora è di origine italiana o almeno UE”.

In realtà non è così.

Per le dogane, il semplice taglio rientra tra le cosiddette “lavorazioni minime”: è una trasformazione troppo semplice per cambiare l’origine del materiale.
Anche se cambia il codice doganale, il piatto cesoiato rimane di origine cinese, sia:

  • come origine non preferenziale (quindi niente “Made in Italy”),
  • sia come origine preferenziale (non lo si può dichiarare “originario UE” in un accordo di libero scambio).

Perché l’origine diventi davvero europea servono lavorazioni sostanziali: processi che modificano in modo profondo le caratteristiche dell’acciaio (es. laminazione, trattamenti termici, trasformazioni complesse), non una semplice operazione di taglio.

Ed è proprio qui che entra in gioco la competenza del fornitore:
sapere cosa è stato fattodove e con quali documenti a supporto fa la differenza tra una filiera sicura e un rischio doganale.

2. Il caso particolare della Trafilatura

La confusione nasce spesso da casi specifici, come quello dei tubi. Una sentenza della Corte di Giustizia UE ha stabilito che la trafilatura a freddo, modificando la struttura del materiale, può essere considerata una trasformazione sostanziale. Ma attenzione: questa non è una “minima lavorazione”, è un processo industriale complesso. Non basta dare una pulita o una tagliata al materiale per renderlo “Made in Italy”.

3. La nuova frontiera: “Melt & Pour” (Fuso e Colato)

Perché oggi bisogna stare ancora più attenti? Perché l’Europa sta stringendo le maglie per evitare l’aggiramento dei dazi (es. materiale russo o cinese “mascherato” da lavorazioni in paesi terzi come la Turchia).

Si sta affermando sempre più il principio del Melt & Pour (Paese di Fusione e Colata): l’origine primaria dell’acciaio è determinata dal luogo in cui il metallo liquido è stato solidificato.
Questo significa che, per le dogane, importa sempre meno dove il tubo è stato lucidato o tagliato, e sempre più dove è nato l’acciaio.

Cosa significa per chi acquista?

In questo scenario, la tracciabilità documentale è tutto. Importare o acquistare materiale senza la certezza della sua origine “alla fonte” (la colata) espone le aziende a rischi di sanzioni e blocchi doganali, soprattutto con le attuali restrizioni verso la Russia.

In Inoxtubi, la trasparenza è parte del nostro acciaio. Da oltre 45 anni garantiamo non solo la qualità del materiale (AISI 304, 316, ecc.), ma anche la sicurezza della sua provenienza.
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Per approfondire

Per chi desidera entrare ancora più nel dettaglio delle norme di origine e delle regole sul Melt & Pour: