Nel mondo della torneria e delle lavorazioni meccaniche di precisione, il tempo è letteralmente denaro. Quando si lavora l’acciaio inossidabile, la scelta tra un grado e l’altro può fare la differenza tra una produzione fluida e una serie infinita di fermi macchina per usura utensile.
Oggi parliamo del “cugino ribelle” dell’AISI 304: l’AISI 303, noto per essere il miglior amico del tornitore, ma un materiale che va trattato con la giusta consapevolezza.
Cos’è l’AISI 303 e perché è diverso
L’AISI 303 è la variante a lavorabilità migliorata (in inglese free-machining) dell’acciaio austenitico base 18/8 (AISI 304). La magia risiede nella sua composizione chimica: viene aggiunto zolfo (o talvolta selenio) in quantità controllata.
Perché lo zolfo? Perché agisce come un “rompi-truciolo” naturale e lubrificante interno. Durante la lavorazione, le inclusioni di solfuro permettono al truciolo di spezzarsi facilmente invece di attorcigliarsi lunghissimo attorno all’utensile, riducendo drasticamente il rischio di grippaggio.
AISI 303 vs AISI 304: Il confronto pratico
Se chiedete a un operatore alle macchine utensili la differenza, vi risponderà così:
- AISI 304: È “pastoso”. Tende a incollarsi al tagliente, richiede rompi-trucioli specifici, velocità di taglio più basse e consuma più inserti.
- AISI 303: Si lavora “come il burro” (o quasi). Permette velocità di avanzamento superiori, finiture superficiali eccellenti con meno sforzo e una vita utensile molto più lunga.
Quando l’AISI 303 “vince” a mani basse
L’AISI 303 è la scelta tecnica ed economica ideale per:
- Produzioni di serie su torni automatici: dove la gestione del truciolo è critica.
- Componentistica complessa: boccole, perni, dadi, viti e raccordi non saldati.
- Particolari con forature profonde o filettature impegnative: dove il 304 rischierebbe di indurire per incrudimento.
Quando EVITARE l’AISI 303 (Attenzione!)
Non è tutto oro quel che luccica. L’aggiunta di zolfo comporta due compromessi fondamentali che ogni ufficio tecnico deve conoscere:
- Resistenza alla corrosione inferiore: Lo zolfo crea punti di innesco per la corrosione (pitting). Non è adatto ad ambienti marini, esposti a cloruri o chimicamente aggressivi come il 304 o il 316.
- Non è saldabile: O meglio, si salda malissimo. Lo zolfo provoca cricche a caldo (hot cracking) nel bagno di saldatura. Se il pezzo va saldato, l’AISI 303 è quasi sempre da escludere.
La Checklist del Tornitore
Prima di ordinare le barre, fatti queste 3 domande:
- Il pezzo finale dovrà essere saldato? (Se SÌ -> Usa AISI 304/304L)
- Il pezzo lavorerà in ambiente marino o corrosivo? (Se SÌ -> Usa AISI 316/316L)
- Devo produrre 5.000 pezzi complessi al tornio e l’ambiente è “standard”? (Se SÌ -> AISI 303 è la scelta vincente).
TIRANDO LE SOMME
Scegliere il materiale giusto significa bilanciare costi di produzione e prestazioni finali. In Inoxtubi Padova, grazie a oltre 45 anni di esperienza, abbiamo a magazzino un’ampia gamma di barre in AISI 303, 304 e 316 pronte per la consegna rapida.
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